La recente posizione assunta dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO)  introduce un punto fermo: con l’IA non basta il “click”, ma serve apporto creativo umano per rivendicare la paternità dell’opera.  Lo racconta Francesca La Rocca in un  articolo rilanciato da Italian Tech: un contenuto generato interamente da un sistema di intelligenza artificiale non è tutelato. Se invece l’opera nasce da un reale contributo umano, anche utilizzando l’IA come strumento, allora la tutela del diritto d’autore resta valida. Questo significa prestare attenzione a come sono strutturati processi e flussi creativi,  documentando sempre il contributo umano nel generare contenuti di questo genere. L’AI è un supporto e per il legislatore la tecnologia rimane antropocentrica.

https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/12/10/news/intelligenza_artificiale_copyright_cosa_dice_la_legge-425033529/